INTERVISTA A ENRICO AGOSTINI - VICE PRESIDENTE DELL'SRTI
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CI PARLI DELLA SURF RESCUE TEAM ITALIA?
L’SRTI come entita’ e’ nata circa un anno e mezzo fa’ da un gruppo di amici che hanno voluto unire le proprie competenze decennali nei vari campi di rispettivo interesse, sfruttando l’esperienza nella subacquea, nel surf e nel salvamento e combinandola al loro bagaglio professionale, creando cosi’ un’associazione che si occupasse della promozione della sicurezza in mare e della promozione sportiva. L’attivita’ dell’SRTI si divide principalmente in due importanti comparti, uno dedicato alla diffusione delle tecniche del BLS e del primo soccorso, basata sull’attivita’ formativa svolta dai nostri training center ubicati in Italia e mediante un progetto che mira a sensibilizzare le Federazioni, le scuole e le associazioni sportive in genere fra cui quelle di surf/sup/kite, al fine di implementare i propri corsi con l'approccio dei surfisti di tutte le eta' alle nozioni fondamentali di primo soccorso, mentre l’altra faccia dell’associazione e’ quella che si occupa di promuovere l’attivita’ sportiva in generale e del surf mediante l’istituzione di un team di surfisti, sponsorizzazioni di atleti, organizzazione di contest e ad un progetto tutto in rosa per la rivalutazione del surf femminile che abbiamo chiamato SRTI Pink Angels. |
PUOI ESSERE PIU’ PRECISO?
Il progetto BLS e’ davvero di semplice attuazione e GRATUITO, oltre a rappresentare un primo passo importante verso cio’ che ritengo sia un dovere civico, in realta’ e’ anche un valore aggiunto per un insegnante di surf perche’ , una volta acquisita la certificazione di SRTI BLS PROMOTER, questi potra’ integrare le proprie lezioni con l’insegnamento a qualsiasi fascia di eta’, piccoli compresi, di poche regole di base che in caso di emergenza garantiscono all’allievo di fare la cosa giusta non solo per se ma anche per gli altri.
Per quanto riguarda l’attivita’ di promozione sportiva invece mi preme porre l’accento su un paio di concetti fondamentali.
L’SRTI non e’ una scuola surf ma si avvale della collaborazione di scuole ed associazioni con cui ha rapporti di partnership e in aggiunta di istruttori qualificati in possesso di certificazioni riconosciute a livello internazionale, ingaggiati per le diverse necessita’ che si presentano di volta in volta, e’ detentrice di un surf team il cui accesso e’ subordinato alla valutazione del consiglio direttivo e alle cui selezioni si partecipa mediante domanda scritta, ovviamente i riders del team sono seguiti e supportati affinche’ crescano in un ambiente sereno e capiscano l’importanza del sano spirito sportivo della competizione.
Il progetto BLS e’ davvero di semplice attuazione e GRATUITO, oltre a rappresentare un primo passo importante verso cio’ che ritengo sia un dovere civico, in realta’ e’ anche un valore aggiunto per un insegnante di surf perche’ , una volta acquisita la certificazione di SRTI BLS PROMOTER, questi potra’ integrare le proprie lezioni con l’insegnamento a qualsiasi fascia di eta’, piccoli compresi, di poche regole di base che in caso di emergenza garantiscono all’allievo di fare la cosa giusta non solo per se ma anche per gli altri.
Per quanto riguarda l’attivita’ di promozione sportiva invece mi preme porre l’accento su un paio di concetti fondamentali.
L’SRTI non e’ una scuola surf ma si avvale della collaborazione di scuole ed associazioni con cui ha rapporti di partnership e in aggiunta di istruttori qualificati in possesso di certificazioni riconosciute a livello internazionale, ingaggiati per le diverse necessita’ che si presentano di volta in volta, e’ detentrice di un surf team il cui accesso e’ subordinato alla valutazione del consiglio direttivo e alle cui selezioni si partecipa mediante domanda scritta, ovviamente i riders del team sono seguiti e supportati affinche’ crescano in un ambiente sereno e capiscano l’importanza del sano spirito sportivo della competizione.
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ENRICO E IL SURF, DICCI DI PIU’
Ho iniziato a fare surf all’eta’ di 10 anni, a cavallo fra il 1985 ed il 1986, in quel periodo passavo l’estate a Marina di San Nicola vicino Ladispoli ed andavo al mare all’Associazione Velica, un po’ per emulazione dei ragazzi piu’ grandi fra cui il mio amico fraterno Francesco Piazzi e un po’ perche’ ero rimasto completamente rapito da quella cricca di allora adolescenti che, pur di provare l’ebrezza di scivolare sulle onde utilizzavano qualsiasi cosa, decisi di tentare anche io e non fu cosa facile riuscirci. Mi ricordo che in quel periodo il surf non era uno sport diffuso ed apprezzato come ora, erano poche le notizie che ci arrivavano da oltre oceano, figuriamoci i materiali tecnici, ti basti pensare che per recuperare un po' di resina e di paraffina andavo da Ciccio a Campo di Mare. Poi crescendo ho continuato nella mia passione, viaggiato all’estero il piu’ possibile e devo dire che alla fine non ero poi cosi’ male finche’, circa dieci anni fa’ ho avuto un grandissimo problema alla spalla che mi ha costretto ad una pausa di circa 8 anni. In quel periodo pero’ ho fatto un sacco di "danni", messo tanta gente sulla tavola da surf che ancora oggi ritrovo per gli spot romani e sono contento perche’ credo di aver contribuito nel mio piccolo alla crescita ed alla diffusione di questo stile di vita. |
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QUALE E’ LA POSIZIONE DELL’SRTI NEI CONFRONTI DELL’ATTUALE SITUAZIONE DEL SURF ITALIANO?
Per prima cosa tengo a ribadire la neutralita’ dell’SRTI, crediamo pero’ sia doveroso riconoscere i meriti sia della FISURF che di Surfing Italia, ognuna a proprio modo ha contribuito alla crescita del surf ogni volta che ha organizzato gare, campionati, eventi e manifestazioni e si e' adoperata affinche’ oggi esistano giudici e atleti competenti e attivi anche nel panorama internazionale. Crediamo che tutto sarebbe piu’ facile se vi fosse un’unica entita’ democratica in grado di raccogliere sotto la propria egida i club italiani e che, al di la’ del nome utilizzato, abbia come scopo primario il benessere di questo fantastico sport. Le organizzazioni sono fatte di persone e come in tutte le realta' si puo' trovare chi alla passione antepone il proprio tornaconto, nessuno ne e' immune ma questo non vuol dire che tutto il contorno sia marcio percui ad oggi mi sento di fare il mio plauso ad entrambi i presidenti delle due organizzazioni che, ognuno a modo proprio, con i rispettivi pregi e difetti, continuano comunque a credere nella crescita del surf. |
IN CHE MODO CREDI CHE SI POSSA AIUTARE GLI ATLETI CHE VOGLIONO PROVARE AD EMERGERE IN QUESTO MONDO?
In un momento storico come quello attuale in cui e’ praticamente tutto fermo e le aziende sono molto caute negli investimenti crediamo che la strada giusta sia puntare a restituire professionalita’ al Surf cercando in ogni modo possibile di creare un indotto che ravvivi il mercato, quindi pubblicizzando questo sport, investendo in sponsorizzazioni e avvicinando piu’ giovani possibile alla pratica delle discipline da onda, rivalutando l’immagine anche internazionale del surf Italiano e ben vengano tutte le gare che si riescono ad organizzare.
A riprova del fatto che siamo realmente convinti di cio' che ti ho detto, l’SRTI opera per contribuire attivamente alla promozione del surf, a volte anche sopperendo alle carenze finanziarie con immissione di capitali da parte dei soci fondatori e tutto questo lo facciamo non per scopo di lucro ma per pura passione, le nostre iniziative, i viaggi all'estero, le gare, le sponsorizzazioni e gli allenamenti dei riders hanno un costo elevato ma sono il nostro modo di dire che a questo sport ci teniamo davvero.
In soldoni, l’SRTI mediante la sponsorizzazione e l’allenamento diretto di alcuni riders cerca di aiutare i giovani a coronare i propri sogni senza mai fare false promesse ma supportandoli con atteggiamento positivo nel loro cammino.
Chi ha avuto la possibilita' di seguirci piu' da vicino ha potuto constatare di persona quanto ci adoperiamo per i ragazzi e i risultati che questi hanno ottenuto grazie al nostro costante impiego di risorse economiche ed umane, certo a volte capita di incontrare anche persone scorrette ma questo fa parte del gioco.
Personalmente credo che bisognerebbe educare le nuove leve all'umilta', alla riconoscenza ed alla correttezza, concetti fondamentali della vita che a volte vengono persi di vista da chi pratica questo sport agonisticamente, sempre piu' spesso assistiamo a impegni presi e onorati limitatamente a cio' che faceva comodo o a discorsi ed atteggiamenti mercenari finalizzati solo ed esclusivamente al proprio tornaconto e privi di gratitudine nei confronti di chi ha fornito gli strumenti necessari al conseguimento di risultati che altrimenti non sarebbero stati raggiungibili, cosa questa che, secondo me, rappresenta quanto di piu' deleterio possa esserci per il surf e che, oltre ad essere anche concausa dell'attuale "chiusura dei rubinetti" da parte delle medio piccole entita' del settore, troppo spesso vistesi abbandonare per i grandi brand, danneggia in prima persona tutti coloro che questo sport lo vivono con passione.
Noi dell'SRTI comunque non desistiamo nella nostra opera e continueremo a supportare i ragazzi e ad adoperarci per la loro crescita nel mondo del surf che, per non illudere nessuno, ribadiamo e’ una strada tutta in salita.
In un momento storico come quello attuale in cui e’ praticamente tutto fermo e le aziende sono molto caute negli investimenti crediamo che la strada giusta sia puntare a restituire professionalita’ al Surf cercando in ogni modo possibile di creare un indotto che ravvivi il mercato, quindi pubblicizzando questo sport, investendo in sponsorizzazioni e avvicinando piu’ giovani possibile alla pratica delle discipline da onda, rivalutando l’immagine anche internazionale del surf Italiano e ben vengano tutte le gare che si riescono ad organizzare.
A riprova del fatto che siamo realmente convinti di cio' che ti ho detto, l’SRTI opera per contribuire attivamente alla promozione del surf, a volte anche sopperendo alle carenze finanziarie con immissione di capitali da parte dei soci fondatori e tutto questo lo facciamo non per scopo di lucro ma per pura passione, le nostre iniziative, i viaggi all'estero, le gare, le sponsorizzazioni e gli allenamenti dei riders hanno un costo elevato ma sono il nostro modo di dire che a questo sport ci teniamo davvero.
In soldoni, l’SRTI mediante la sponsorizzazione e l’allenamento diretto di alcuni riders cerca di aiutare i giovani a coronare i propri sogni senza mai fare false promesse ma supportandoli con atteggiamento positivo nel loro cammino.
Chi ha avuto la possibilita' di seguirci piu' da vicino ha potuto constatare di persona quanto ci adoperiamo per i ragazzi e i risultati che questi hanno ottenuto grazie al nostro costante impiego di risorse economiche ed umane, certo a volte capita di incontrare anche persone scorrette ma questo fa parte del gioco.
Personalmente credo che bisognerebbe educare le nuove leve all'umilta', alla riconoscenza ed alla correttezza, concetti fondamentali della vita che a volte vengono persi di vista da chi pratica questo sport agonisticamente, sempre piu' spesso assistiamo a impegni presi e onorati limitatamente a cio' che faceva comodo o a discorsi ed atteggiamenti mercenari finalizzati solo ed esclusivamente al proprio tornaconto e privi di gratitudine nei confronti di chi ha fornito gli strumenti necessari al conseguimento di risultati che altrimenti non sarebbero stati raggiungibili, cosa questa che, secondo me, rappresenta quanto di piu' deleterio possa esserci per il surf e che, oltre ad essere anche concausa dell'attuale "chiusura dei rubinetti" da parte delle medio piccole entita' del settore, troppo spesso vistesi abbandonare per i grandi brand, danneggia in prima persona tutti coloro che questo sport lo vivono con passione.
Noi dell'SRTI comunque non desistiamo nella nostra opera e continueremo a supportare i ragazzi e ad adoperarci per la loro crescita nel mondo del surf che, per non illudere nessuno, ribadiamo e’ una strada tutta in salita.
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COSA PENSI DEGLI ISTRUTTORI DI SURF ITALIANI?
Vorrei far luce su un'altro aspetto della nostra linea, in qualsiasi sport, disciplina, materia e anche in generale nella vita si puo' eccellere in un'attivita' ma non essere portati ad insegnarla e vice versa, non e' detto che un genio matematico sia il miglior insegnante o che un talento sportivo solo per capacita' innate insegni meglio di chi ha competenze specifiche nel settore della didattica, per questo l'SRTI cerca di trovare il giusto equilibrio fra entrambe le cose avvalendosi di grandi atleti e di insegnanti ed allenatori di comprovata esperienza, personalmente ritengo di essere stato sempre piu' bravo nella teoria piuttosto che nella pratica, sara' per questo che solo nel settore della subacquea ho collezionato piu' di 5 brevetti istruttore e lo stesso vale nel campo del BLS. Al di la' della premessa ritengo che in Italia vi siano numerose scuole qualificate, secondo noi sono loro il reale motore del surf e devo dire che stanno facendo veramente un ottimo lavoro, personalmente il mio plauso va all'Anzio Surf, al Point Break ed al Boca do Mar da cui secondo me nei prossimi anni vedremo uscire degli ottimi surfisti e surfiste potenzialmente competitivi con quelli di altri paesi Europei. |
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A CHI DICE GRAZIE ENRICO?
A tutti coloro che mi hanno sopportato nei miei quasi 40 anni di eta’, a GIORGIO, FRANCESCO, PAOLO e tutti i componenti della segreteria dell’SRTI senza i quali sarei perso e che sacrificano tempo e danaro per l’associazione, ai nostri Team riders, a Roberto Susani il mio fratellino minore acquisito che dopo anni mi ha costretto a rimontare su una tavola da surf, non fosse altro che per potersi vendicare del fatto che sono stato proprio io a spingerlo a provarla tanti anni fa’, a ANDREA BONFILI per la sua amicizia e perche’ e’ sempre pronto a rispondere alla nostra chiamata quando abbiamo bisogno, a Leo Leiria che per noi ha sempre un sorriso pronto e ANDREA D’ANGELO persona squisita e shaper eccezionale, allo staff di City beach dove troviamo competenza e cortesia ogni qual volta riusciamo a racimolare qualche fondo da spendere per gli atleti, a tutti coloro che contribuiscono in primis a sostenere l’associazione, soci, genitori e ragazzi e ai club che stanno iniziando a comprendere le nostre intenzioni e la nostra mission. Non ultimo ma importantissimo ai media di informazione come SURFCORNER, SURFTOTAL, SURFCULTURE grazie ai quali si mantiene vivo l’interesse per questa disciplina e rappresentano una vetrina essenziale per i ragazzi. |
Mar 2012